Decadenza simbolica il Regno Unito come specchio dell’Occidente

Decadenza simbolica: il Regno Unito come specchio dell’Occidente

Quando una civiltà entra nella fase della decadenza, i segnali non sono solo economici o politici. Sono simbolici.

Il Regno Unito è stato per secoli il cuore di un Impero. Ordine, gerarchia, continuità, senso della forma. Oggi di quella stessa architettura rimane solo polvere e corruzione.

Arnold Toynbee parlava di “sfida e risposta”: le civiltà non muoiono per aggressione esterna, ma quando non sanno più rispondere alle proprie crisi interne.

Edward Gibbon descrisse la caduta di Roma come un lento processo di erosione morale prima ancora che militare.

E Francis Parker Yockey vide nell’Occidente moderno una fase terminale, incapace di custodire la propria anima storica.

Ho citato tre autori anglofoni, non a caso. Quello che accade nel Regno Unito non è solo cronaca. È simbolo.

Quando le élite si screditano, quando le istituzioni perdono autorità, quando l’identità si dissolve in nome di un cosmopolitismo senza radici, non è un incidente: è una parabola.

La Gran Bretagna è stata avanguardia nella costruzione del mondo moderno con tutte le sue ombre e contraddizioni. Potrebbe essere oggi avanguardia della sua disgregazione.

E forse il vero scandalo non è l’arresto di un principe.

È che non sorprende più nessuno.

Ogni fine ciclo porta con sé una domanda: è solo decadenza o è una purificazione?

La storia insegna che dopo ogni crollo qualcosa può rinascere. Ma non per inerzia.

Serve una volontà, una forma, una visione.

Adesso tocca al popolo, tocca  a noi!